MARIA E LA PAROLA DI DIO

"Madre di Dio Odighítria di Tichvin": la Madonna indica il Bambino, facendosi nostra guida verso Cristo, "Via, Verità e Vita" – Riza in argento sbalzato e cesellato a mano [XVIII sec.].

L’itinerario mariano della fede
   

La Vergine di Nazareth è la "via mariana" all’evangelizzazione – Può ben passare attraverso di lei l’itinerario che avvicina a Dio, a partire dalla realtà del proprio Battesimo.
 

Oggi, nel contesto di una nuova evangelizzazione, ci si pone il problema di trovare mezzi adatti per inculturare il Vangelo. L’urgenza di passare con decisione ad una nuova evangelizzazione non ci esime però dal riflettere sulla realtà nella quale ci troviamo ad operare, che certamente non si può definire semplicemente o solamente "pagana".

Ci troviamo di fronte ad una realtà complessa e frammentata, dove sono compresenti elementi tra loro contrastanti: Assemblee liturgiche affollate, gente che chiede i Sacramenti senza una coscienza precisa degli impegni e delle responsabilità che comportano, e dall’altra decadimento morale e sociale che evidenziano una cultura non cristiana, una non-fede. Mai tanto scarsa religiosità. Mai tanto poco Cristianesimo. Una nuova evangelizzazione non può prescindere comunque dal recupero di quei "semina Verbi" presenti nel nostro tempo; e tra questi c’è la persona della Vergine Maria, quella che possiamo chiamare la "via mariana".

L’annuncio gioioso della salvezza

Per capire meglio il rapporto che esiste tra l’"itinerario mariano" e l’evangelizzazione, è necessario dare qualche chiarificazione su che cosa s’intende per evangelizzazione.

L’evangelizzazione è la seconda tappa della comunicazione della fede, che è preceduta dalla pre-evangelizzazione ed è seguita dalla catechesi. La migliore descrizione della "evangelizzazione" è offerta dal Decreto conciliare Ad Gentes [al n.13]. Partendo da tale descrizione si desume la presente definizione di evangelizzazione: "L’evangelizzazione è l’annuncio gioioso della salvezza; annuncio carico di novità, fatto a coloro che non hanno la fede, ma che tuttavia sono in attesa di una risposta ai loro interrogativi, impliciti o espliciti, più profondi; annuncio fatto con fermezza e chiarezza e sostenuto dall’autorità di Dio che si rivela".

Privi della fede, però, non sono soltanto coloro che non hanno mai ascoltato la parola di salvezza, ma anche i molti che, pur ascoltandola, non l’hanno accolta; oppure non l’hanno alimentata, lasciandola languire e soffocare, senza neanche avvertirne il significato.

La parabola del seminatore fotografa plasticamente queste situazioni. L’evangelizzazione è realmente tale se diventa comunicazione, e la comunicazione comporta sempre una duplice attività: quella del trasmettere e quella del ricevere. Se manca la ricezione, la comunicazione resta a livello di mero tentativo.

La "via mariana" risponde molto bene a queste esigenze della evangelizzazione. Infatti, l’episodio della Visitazione ci svela Maria come paradigma della comunicazione della fede. Nell’episodio della Visitazione San Luca mostra come la grazia dell’Incarnazione, dopo aver inondato Maria, rechi salvezza e gioia alla casa di Elisabetta. Il Salvatore degli uomini, racchiuso nel grembo di sua Madre, effonde lo Spirito Santo, manifestandosi fin dall’inizio della sua venuta nel mondo.

Una mariologia battesimale

La "via mariana" che conduce alla riscoperta della fede, ha una tappa fondamentale nel processo di riappropriazione del proprio Battesimo, o meglio, dei Sacramenti dell’iniziazione cristiana in tutti i loro risvolti messi in luce dalla Bibbia, dai Padri e dalla riflessione ecclesiale.

In particolare, appare l’aspetto ontologico del Battesimo come consacrazione, che dedica completamente al servizio filiale di Dio e rende partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo mediante l’azione dello Spirito. In tale Sacramento della rinascita degli uomini in Cristo, viene recuperata la dottrina patristica dell’analogia tra l’acqua e Maria, nella maternità nell’ordine della grazia: su questa partecipazione ontologica di Maria nella salvezza dell’uomo si fonda il rapporto di amore e disponibilità, che può assumere il significato di una consacrazione.

Prima di un impegno o ideale da attuare, la consacrazione è una chiamata, una grazia, un’azione di Dio che tocca e trasforma l’essere umano nella sua realtà più profonda.

Dall’attenzione alla grazia del Battesimo deriva innanzitutto un atteggiamento ricettivo di accoglienza del dono di Dio, essenzialmente consacratorio. Alla base di ogni impegno attivo sta un’apertura mistica allo Spirito Santo, che agisce nel Cristiano e lo conduce lungo l’itinerario dal Battesimo alla gloria. Il Cristiano è colui che si lascia animare dallo Spirito, amare dal Padre, unire a Cristo. La donazione a Maria ha lo scopo di rendere disponibili allo Spirito e docili alla grazia. Essa ha valore quando aiuta a vivere l’aspetto mistico del Cristianesimo, che è attualizzare la spiritualità di Maria costituita da povertà radicale, ricettività, disponibilità, accoglienza del piano di Dio: la spiritualità dei "poveri del Signore" tra cui primeggia Maria, e il cui culmine è rappresentato da Gesù Cristo, "mite ed umile di cuore".

Valorizzando l’ontologia del Battesimo, la consacrazione a Maria appare analoga alla vita religiosa, presentata da Vaticano II come "una speciale consacrazione che ha le sue radici profonde nella consacrazione battesimale, e ne è una espressione più perfetta". Tanto l’una che l’altra [e ciò vale per qualsiasi consacrazione, da quella matrimoniale a quella per eccellenza che è la consacrazione sacerdotale] sono ordinate a far raccogliere più copiosi i frutti della grazia battesimale. Rimane pertanto l’unica consacrazione fondamentale, che è data dal Battesimo, mentre la donazione a Maria non fa che attualizzarla, esplicitarla, raccogliere i frutti.

Contro l’atrofia religiosa e morale

Presentare e sottolineare la consacrazione battesimale ha valore terapeutico per l’uomo d’oggi dal senso religioso spesso atrofizzato. Sarà posta tuttavia ogni attenzione per evitare di riproporre in forma ripetitiva un’inesatta idea di sacro e di consacrazione. Questa non è anzitutto separazione o riserva per Dio [il Battesimo è Sacramento di comunione e di missione, come lo sono la Confermazione e l’Eucaristia ad esso strettamente legati], ma l’immissione nella corrente di vita trinitaria in una "transfinalizzazione" dell’essere umano. La consacrazione non esige una separazione sociologica, ma soltanto una distanza morale dal profano, che nel Cristianesimo è soltanto il peccato, cioè tutto quanto aliena dal proprio riferimento trascendentale a Dio. Già sul piano naturale la sacralità è la relazionalità storica della creazione al Dio santo [...], una determinazione trascendentale di tutto l’esistente creato; e il sacro è innanzitutto non ciò che è riservato culturalmente, bensì l’orizzonte all’interno del quale soltanto possono apparire come sacri oggetti o persone.

Secondo la Rivelazione cristiana, il sacro non sostituisce un sé a parte, ma si situa in una prospettiva esistenziale: l’uomo è trasformato nell’intimo dallo Spirito Santo nel Battesimo e viene riferito non già ad un Dio impersonale, ma al Dio trinitario: al Padre per mezzo di Cristo nello Spirito. Consacrarsi significa accettare questa relazione a Dio-Trinità e viverla nella Chiesa.

Consacrarsi a Maria significa lasciarsi aiutare dal suo esempio e dalla sua intercessione a trovare il vero senso della vita cristiana determinato dal Battesimo. "Come potremmo vivere il nostro Battesimo - si chiedeva Giovanni Paolo II - senza contemplare Maria, la benedetta fra tutte le donne, così accogliente del dono di Dio? Cristo l’ha data per madre alla Chiesa [...]. Ogni Cattolico spontaneamente le affida la sua preghiera e si consacra a lei per meglio consacrarsi al Signore".

Giuseppe Daminelli

 a cura di

Don Vincenzo Lo Passo

 

Docente di Sacra Scrittura (Antico Testamento) all'Istituto Teologico Calabro "San Pio X" di Catanzaro.

Vicedirettore della Biblioteca
E-mail vincenzo.lopasso@itcspiox.it

Maria e la Parola di Dio I
di don Vincenzo Lo Passo
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Maria e la Parola di Dio II
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di don Vincenzo Lo Passo
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MARIA MADRE DI DIO

a cura di

Padre Lino Pedron

nato il 26 febbraio e battezzato il 28 febbraio 1939 a Mezzocorona (TN). Religioso e sacerdote della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore (dehoniani).
MARIA MADRE DI DIO E FIGURA DELLA CHIESA
di Padre Lino Pedron
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PENSIERI SU MARIA
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TEOLOGIA BIBLICA - MARIA
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PADRE SALVATORE M. PERRELLA

Nato a Napoli il 16 aprile 1952, presbitero dell’Ordine dei Servi di Maria, ha studiato filosofia e teologia a Napoli, Firenze e Roma (al Marianum, bacellierato e licenza, alla Gregoriana ha compiuto corsi per il dottorato in teologia dogmatica poi preso nel 1991 al Marianum con una tesi di laurea pubblicata integralmente nel 1994). Sin dall’anno accademico 1987-1988 insegna in qualità di docente di dogmatica e mariologia alla Pontificia Facoltà Teologica  Marianum, di cui è Vice-Preside e Coordinatore del corso di Licenza/Laurea, divenendo il 30 giugno 2009 anche professore ordinario della cattedra di dogmatica e mariologia. Presta il suo servizio accademico presso la Pontificia Università ”Antonianum”, la Pontificia Facoltà Teologica “Augustinianum” di Roma; - dal 2000 è docente di Introduzione alla Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia “Agostino Gemelli” di Roma.

Ha insegnato mariologia presso la Pontificia Università “Urbaniana”, di Roma; la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, di Bologna.

È membro del Consiglio direttivo della Pontificia Accademia Mariana Internationalis (PAMI, Città del Vaticano) e della Associazione Mariologica Interdisciplinare Italiana (AMI, Roma), di cui è vice-presidente. Le sue pubblicazioni scientifiche, frutto di partecipazioni ai convegni internazionali, nazionali e del suo insegnamento, vertono sul magistero e sulla mariologia moderna e contemporanea.

Criteri precisi per valutare le apparizioni mariane
Le apparizioni, specialmente quelle mariane, hanno sempre incuriosito e attirato l'attenzione di credenti. Ma è soprattutto nei tempi moderni e contemporanei che questi fenomeni hanno subìto...
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