MINISTRANTI FORMAZIONE

Per essere un chierichetto non bisogna fare altro che trovarsi in Chiesa Lunedì pomeriggio alle ore 15.30. All’adunanza (riunione) decideremo i ruoli della domenica ed impareremo cosa significa la messa, divertendoci, cantando e giocando insieme. Faremo anche feste e gite! Vi aspettiamo numerosi!


"Chi ha scoperto Cristo deve portare altri verso di Lui.
Una grande gioia non si può tenere per sé.
Bisogna trasmetterla."
(Benedetto XVI)


San Tarcisio, Martire e Patrono dei Chierichetti

E’ il protomartire dell’Eucaristia, accolito della Chiesa di Roma

(l'ordine dell'accolitato era riservato ai fedeli che più si distinguevano per la bontà e le virtù).

Fu martirizzato in giovane età mentre portava le Sacre Specie ai cristiani in carcere per la comunione; scoperto, strinse al petto l’Eucaristia, per non farla cadere in mani profane, ma non riuscendo a strappargliela, fu ucciso dai carnefici esasperati e feroci come cani rabbiosi.

Queste notizie si rilevano dall’unica fonte storica esistente, cioè l’epigrafe posta da papa Damaso sul suo sepolcro, riprese successivamente da altri studiosi e inserite nel ‘Martirologio Romano’ fissando la sua morte al 15 agosto del 257 d.CIl suo corpo fu dapprima sepolto insieme a papa Stefano nel Cimiterio Callisti sulla via Appia; secondo altri autori esso fu trasferito nella cosiddetta Cella Tricora in un sarcofago insieme a papa Zefirino.

Nel 767 papa Paolo I lo portò nella basilica di S. Silvestro in Capite insieme ad altri corpi di martiri; anche qui ebbe alcune traslazioni in cui l’ultima è del 1596 ove le reliquie furono poste sotto l’altare maggiore.

Il culto a S. Tarcisio riprese maggior vigore nell’800 in seguito alla pubblicazione del romanzo Fabiola di Wiseman (Londra, 1855) che rese attraente la figura del coraggioso adolescente.

Nel secolo scorso S. Tarcisio é stato scelto come Patrono dei Chierichetti, dei Paggi del SS.mo Sacramento, e, in questo secolo, degli Aspiranti minori della Gioventù Italiana di Azione Cattolica.

A Roma nel 1939 gli venne dedicata una chiesa al IV miglio, opera dell’architetto Rossi. Una sua statua, scolpita da A. Falguière, è conservata al Louvre di Parigi. In molte chiese di Roma vi sono quadri, statue, pale d’altare che lo raffigurano, infine una bella statua si trova nella chiesa di s. Lorenzo in Faenza.

 

Preghiera a San Tarcisio

Martire innocente e coraggioso,
San Tarcisio, con il tuo gesto d'amore
tu ci insegni come si dona la vita.
In unione con tutta la Chiesa
ti riconosciamo nella schiera dei martiri,
a termine con tutte le forze la missione
di confortare con l'Eucaristia
i fratelli nella fede incarcerati
"per il nome di Cristo".
La tua memoria sia di esempio
a noi che accettiamo di seguire
Cristo sulla via che porta
dalla sofferenza alla gloria,
dalla fede alla comunione eterna con il Padre.
San Tarcisio, intercedi per noi,
affinché vivendo nella fede della Chiesa,
che celebra l'Eucaristia,
meritiamo di sentire rivolte anche a noi
le parole di Gesù:
"Voi siete quelli che avete perseverato
con me nelle mie prove;
dove nulla ci potrà più separare
dall'amore di Dio”.
Amen.

: : IN BREVE CHI E' IL MINISTRANTE?

Il ministrante è quel ragazzo o ragazza che serve all'altare durante le celebrazioni liturgiche. Il ministrante è anche chiamato "chierichetto". Il termine ministrante ha sostituito col tempo il termine "chierichetto" poichè riesce a far capire meglio il suo significato. Esso, infatti, deriva dal latino "ministrans", cioè colui che serve, secondo l'esempio di Gesù che non ha esitato Egli stesso a servire per primo e che invita a fare anche noi la medesima cosa amando i nostri fratelli.

 

: : NON SOLO SERVIZIO ALL'ALTARE

Ma essere ministrante non si riduce soltanto al servizio all'altare, che presta con diligenza, generosità, impegno, precisione, puntualità. Perchè:

  • Il ministrante è un ragazzo/a che attraverso il Battesimo è diventato amico di Gesù che ci ha mostrato che Dio è Amore.
  • Il ministrante è un ragazzo che nella vita di ogni giorno e con tutti cerca di vivere quello stile di amore che Gesù ci ha insegnato.

: : CHI PUO' ESSERE MINISTRANTE?

Il ministrante svolge un vero e proprio ministero liturgico (=un servizio d'amore!) così come i lettori, gli accoliti, i cantori... ma è un compito tutto speciale e originale perchè ciascuno nella Chiesa e nella vita è chiamato a qualcosa di bello. E' ministrante, allora, ogni ragazzo o ragazza, adolescente o giovane che abbia compreso che la Chiesa è espressione di quella sinfonia d'amore che è Dio stesso. Un ragazzo o una ragazza che sanno che Gesù è quell'amico che sa dare un colore speciale alla vita di ogni giorno vissuta nell'amore.

COME SERVIRE LA MESSA
CELEBRARE: GESTI, PAROLE, ATTEGIAMENTI
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L'ABC del Ministrante
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RITO DELLE ESEQUIE
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ESPOSIZIONE EUCARISTICA
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Materiali per ministranti

  • Una interessante novità: Chierichetti, ieri oggi e domani”, un aiuto per i parroci. Uno strumento per invogliare i ragazzi a fare i chierichetti! Tante informazioni utili, cenni storici e curiosità sulla figura del chierichetto, in un libretto divertente, correlato da illustrazioni vivaci e coloratissime! Tra le novità spiccano anche “il Nostro Viaggio in Terra Santa” e “La fede nello zainetto”.
    L'indirizzo del sito: www.ilseminatore.com; l'indirizzo mail è sem@ilseminatore.it e questa è la copertina del sussidio.
     

  • Interessante pure "Fate questo in memoria di me", libricino per spiegare in modo semplice e divertente la messa ai più giovani. In preparazione anche un opuscolo sul "Credo". Edizioni Il Seminatore.

  • Particolarmente utile il libretto: "Il manuale dei giovani ministranti", un sussidio per gli incontri formativi attraverso i quali i "chierichetti" acquisiscono i necessari significati del loro ministero e imparano a praticarlo al meglio. Edizioni ELLEDICI.
     
     

 

Calendario Liturgico

L'anno liturgico è l'articolazione del calendario annuale della liturgia della Chiesa Cattolica. Inizia con la prima domenica di Avvento (a fine novembre - inizio dicembre) e termina con l'ultima settimana del Tempo ordinario.

Esso è costituito da:

    * un calendario di celebrazioni articolate attorno al mistero pasquale di Cristo, con il ciclo maggiore della Pasqua e il ciclo minore del Natale;
    * un ciclo di letture bibliche per la celebrazione dell'Eucarestia di tutti i giorni dell'anno;
    * un ciclo di letture bibliche e patristiche, nonchè di altri testi, per la Liturgia delle Ore.

Vivendo l'anno liturgico percorriamo spiritualmente i vari momenti della vita di Gesù.

Durante i mesi estivi e tra il ciclo di Natale e quello di Pasqua si celebra il Tempo Ordinario, che riguarda le giornate in cui non vi sono particolari feste o periodi liturgici. Gli anni liturgici sono in realtà tre e muovono quasi in concomitanza con il calendario dell’anno civile; attraverso di essi non soltanto i fedeli possono usufruire di un’adeguata organizzazione del patrimonio scritturale biblico ai fini di una retta meditazione delle Scritture medesime, ma hanno anche la possibilità di immergersi nell’intero mistero di Cristo e della sua opera redentiva a favore dell’umanità: in ciascuno di questi anni, che inizia con la prima domenica di Avvento per concludersi con l’ultima domenica del Tempo Ordinario, la Chiesa invita i fedeli alla comprensione delle varie tappe della storia della salvezza e in particolar modo nell’evento salvifico Gesù Cristo attraverso l’itinerario del suo Avvento, della sua Incarnazione, Vita Pubblica, Morte e Risurrezione, fino all’Ascensione e alla Pentecoste. In più, attraverso la celebrazione, si rendono presenti nell’attualità della Chiesa le suddette azioni di grazia da parte del Signore, sicchè si può concludere che l’anno liturgico è costituito dallo stesso Signore che nel tempo opera un prolungamento della sua azione salvifica.

Non per niente gli anni liturgici nel loro insieme sono compendiosi di tutta la Sacra Scrittura che viene presentata secondo uno schema organico e ben determinato.

La Chiesa suddivide questa serie di anni attraverso la denominazione di Anno A, Anno B, Anno C, a cui corrisponde un ciclo per quanto riguarda le letture festive (Ciclo A, Ciclo B, Ciclo C), aventi ciascuno di essi una peculiare fisionomia. Ci si limiterà, in questa sede, ai Vangeli, essendo questi l’oggetto principale della nostra meditazione festiva, senza tuttavia che noi si sminuisca l’importanza dei testi dell’Antico Testamento e della Seconda Lettura (di solito staccata dal contesto) che li accompagnano. Ora, durante l’anno A ad offrirci spunti di meditazione su Gesù Cristo è l’evangelista San Matteo; durante l’anno B è San Marco, mentre l’anno C conosce il mistero incarnazionistico salvifico attraverso il Vangelo di San Luca. San Giovanni, che a più riprese compare pressocchè nella Liturgia della Parola di tutti e tre gli anni, viene proposto in modo particolare durante il tempo di Passione del Signore.

(Tratto da L'enciclopedia Cattolica).

 

 

 

tempo 

note

 

ricorrenza

 

Avvento

4 settimane - dalla Domenica intorno al 30 Novembre
(27 Nov - 3 Dic)

 

 

Do

1. di Avvento

Do

2. di Avvento

Do

3. di Avvento

Do

4. di Avvento

 

Tempo di Natale

dalla notte di Natale fino alla festa del Battesimo di Gesù (la domenica dopo l'Epifania)

 

 

25 Dic.

Natale del Signore

Do

S. Famiglia di Nazaret

6 Gen.

Epifania

Do

Battesimo di Gesù

 

Tempo Ordinario

dal lunedì che segue il Battesimo di Gesù fino al martedì che precede il mercoledì delle Ceneri

 

 

Do

1. Dom.

Do

2. Dom.

Do

3. Dom.

Do

4. Dom.

Do

5. Dom.

Do

6. Dom.

Do

7. Dom.

Do

8. Dom.

Do

9. Dom.

 

Quaresima

40 giorni - dal mercoledì delle Ceneri fino alle prime ore pomeridiane del Giovedì Santo

 

 

Me

Mercoledì delle Ceneri

Do

1. di Quaresima

Do

2. di Quaresima

Do

3. di Quaresima

Do

4. di Quaresima

Do

5. di Quaresima

 

 

 

 

Tempo di Pasqua

il Concilio di Nicea nel 325: domenica successiva al primo plenilunio che si verifica dopo l'equinozio di primavera
(22 marzo: bassa - 25 aprile: alta)

Settimana santa: da Domenica delle Palme a Sabato santo

 

 

 

Giovedì santo

Do

Domenica delle Palme

 

 

 

Venerdì santo

 

Sabato santo

 

Pasqua di Resurrezione

 

Lunedì dell'Angelo

 

2. Domenica dopo Pasqua

 

3. Domenica dopo Pasqua

 

4. Domenica dopo Pasqua

 

5. Domenica dopo Pasqua

 

6. Domenica dopo Pasqua

 

7. Dom. dopo Pasqua - Ascensione di N.S.G.C.

 

Pentecoste

 

Tempo Ordinario

dal lunedì che segue la Pentecoste fino al sabato che precede la prima domenica di Avvento

 

 

 

1. Domenica dopo Pentecoste
9. fr. a. - SS. Trinità

 

Corpus Domini - 2. Domenica dopo Pentecoste

 

3. Domenica dopo Pentecoste

 

4. Domenica dopo Pentecoste

 

5. Domenica dopo Pentecoste

 

6. Domenica dopo Pentecoste

 

7. Domenica dopo Pentecoste

 

8. Domenica dopo Pentecoste

 

9. Domenica dopo Pentecoste

 

10. Domenica dopo Pentecoste

 

11. Domenica dopo Pentecoste

 

12. Domenica dopo Pentecoste

 

13. Domenica dopo Pentecoste

 

14. Domenica dopo Pentecoste

 

15. Domenica dopo Pentecoste

 

16. Domenica dopo Pentecoste

 

17. Domenica dopo Pentecoste

 

18. Domenica dopo Pentecoste

 

19. Domenica dopo Pentecoste

 

20. Domenica dopo Pentecoste

 

21. Domenica dopo Pentecoste

 

22. Domenica dopo Pentecoste

 

23. Domenica dopo Pentecoste

 

24. Domenica dopo Pentecoste

 

25. Domenica dopo Pentecoste

 

26. Domenica dopo Pentecoste

 

27. Domenica dopo Pentecoste

 

28. Domenica dopo Pentecoste

 

29. Domenica dopo Pentecoste

 

30. Domenica dopo Pentecoste

 

31. Domenica dopo Pentecoste

 

32. Domenica dopo Pentecoste

 

33. Domenica dopo Pentecoste

 

34. Domenica dopo Pentecoste

L’Avvento tempo

dell’attesa...

L’Avvento è tempo di attesa, di conversione, di speranza: - attesa-memoria della prima, umile venuta del Salvatore nella nostra carne mortale; attesa supplica dell’ultima, gloriosa venuta di Cristo, Signore della storia e Giudice universale; - conversione, alla quale spesso la Liturgia di questo tempo invita con la voce dei profeti e soprattutto di Giovanni Battista: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 3, 2); - speranza gioiosa che la salvezza già operata da Cristo (cf. Rm 8, 24-25) e le realtà di grazia già presenti nel mondo giungano alla loro maturazione e pienezza, per cui la promessa si tramuterà in possesso, la fede in visione, e «noi saremo simili a lui e lo vedremo così come egli è» (1 Gv 3, 2).

La Storia della Corona d’Avvento…

La disposizione di quattro ceri su una corona di rami sempre verdi è divenuta il simbolo dell’Avvento nelle case dei cristiani. La corona di Avvento, con il progressivo accendersi delle sue quattro luci, domenica dopo domenica, fino alla solennità del Natale, è memoria delle varie tappe della storia della salvezza prima di Cristo e simbolo della luce profetica che via via illuminava la notte dell’attesa fino al sorgere del Sole di giustizia (cf. Ml 3, 20; Lc 1, 78). La sua origine va ricercata presso i Luterani della Germania orientale. La corona d'Avvento può essere considerata la continuazione di antichi riti pagani che si celebravano nel mese di yule (dicembre) con luci. Nel sec. XVI divenne simbolo dell'Avvento nelle case dei cristiani. Questo uso si diffuse rapidamente presso i protestanti e i cattolici. Successivamente fu impiantato anche in America. La corona d'Avvento è costituita da un grande anello fatto di fronde d'abete (si usa anche il tasso o il pino, oppure l'alloro). E sospesa al soffitto con quattro nastri rossi che decorano la corona stessa. Può anche essere collocata su di un tavolo. Attorno alla corona sono fissati quattro ceri, posti ad eguale distanza tra di loro. Si inizia, quindi, ad attendere il Natale con la prima domenica di Avvento. La tradizione vuole che essa sia di forma circolare poiché il cerchio è, fin dall’antichità, un segno di eternità e unità. Come l’anello, che è tutto un continuo, la corona è anche segno di fedeltà: la fedeltà di Dio alle promesse. Quindi, la corona dell’Avvento deve mantenere la sua forma circolare e non diventare una qualsiasi composizione floreale, come si tende a fare oggigiorno, con quattro candele. La corona, che è un segno di regalità e vittoria, annuncia che il Bambino che si attende è il re che vince le tenebre con la sua luce. I rami sempreverdi dell’abete o del pino che ornano la corona sono i simboli della speranza e della vita che non finisce, eterna appunto. Questi rami richiamano anche l’entrata di Gesù in Gerusalemme, accolto come Re e Messia e salutato con l’agitare di rami. Ancora oggi la liturgia ambrosiana pone nell’Avvento, il racconto dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Per ornare la corona si usano nastri rossi o violetti: rosso o rosa, simbolo dell’amore di Gesù che diventa uomo; violetto, segno della penitenza e della conversione per prepararsi alla sua venuta. Data la sua origine la corona d’Avvento ha una funzione soprattutto religiosa: annuncia l’avvicinarsi del Natale a tutti coloro che vogliono prepararsi ad esso. Il consumismo moderno se ne è impadronito, ne ha predisposte di tutte le forme e con materiali diversi, ne ha fatto un motivo ornamentale natalizio che si trova non solo nelle case e nelle chiese, ma anche nei negozi, nelle piazze, durante i concerti, durante le feste.

Le quattro candele...

Le quattro candele hanno un loro significato e vengono accese una per settimana, ogni domenica, quando la famiglia è riunita. Di solito l’accensione è riservata ai più piccoli, proprio perché questa tradizione è nata per preparare i bambini al Natale:

La prima candela, quella che si accende la prima domenica di Avvento, si chiama Candela del Profeta ed è la candela della speranza. Ci ricorda che molti secoli prima della nascita di Gesù ci furono uomini saggi, chiamati profeti, che predissero la sua venuta al mondo. Un profeta di nome Michea predisse perfino che Gesù sarebbe nato a Betlemme.

La seconda candela, chiamata Candela di Betlemme: candela della chiamata universale alla salvezza; ci ricorda lapiccola città in cui nacque il Salvatore.

La terza candela è chiamata la Candeladei pastori, candela della gioia, perché furono i pastori ad adorare il santo Bambino e a diffondere la lieta notizia.

La quarta candela è al Candela degli Angeli per onorare gli Angeli e la notiziache portarono agli uomini in quella notte meravigliosa.

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